Flos gilvus

Queste le bacche.

Questo l’arbusto.

E i fiori imbutiformi. Inodori.

Uncaria? Gelsemium sempervirens?

“Trofei”

Ce ne sono ovunque, non a caso la pianta è conosciuta anche con il nome “crescione”, vista la facilità di attecchimento in ogni luogo e in ogni lago; le foglie sono idrorepellenti e la pianta, tutta, è impiegata in culinaria, erboristeria e cosmesi. Muretti di contenimento, reti metalliche a protezione dei poderi, campagne incolte e giardini hanno tutti un angolo di questo splendido fiore nelle varianti giallo-croceo e arancio intenso.

Echeveria

Vedi tu che rosso-arancio di fiori è sbocciato da un’insignificante pianticella succulenta!

Il mio amico Ray scrive: “Acuto cromatico fiero supremo di pianta “grassa”, sembra quasi sentirla “urlare” nel suo grande esordio“. 

“Primavera non bussa lei entra sicura”

La giornata non è stata proprio radiosa, ma quel po’ di sole che c’era ha fatto venir fuori la bella stagione. La natura ha in me il potere fatato dell’oblio.

Un’ape a caccia di nettare tra fiori di fave.

Quest’ape fa la siesta su un materasso di antere.

Margherite scompigliate dalla brezza primaverile.

Ancora pallido, ma crescerà il rosso.

L’invadente e la delicata: la fresia.

L’onnipresente acetosella.

La borragine fiorita

Fiori di mandorlo

Luci e ombre

L’ibisco siriaco

ibisco siriaco
L’ibisco siriaco, detto anche cinese.

ibisco siriaco2
L’arbusto di per sé è insignificante, sebbene possa fungere bene da siepe protettiva; i fiori e le tonalità del colore sono straordinariamente belli.

Voci precedenti più vecchie

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