Scatti d’Avvento cum corona

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Candela al limone

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Si corre

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Corona d’Avvento da me allestita per le monache; le candele provengono da un monastero di Pisa.

Prospettive

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Presepe allestito nella splendida chiesa di San Giuseppe dei Teatini a Palermo. Rispetto alla maggior parte dei presepi, che pongono in primo piano il paesaggio con i vari personaggi, questo privilegia la scena della Natività dalla fattura un po’ segantiniana. Il paesaggio animato è, invece, posto dietro la scena madre ed è visibile all’osservatore soltanto dalla porta di accesso alla capanna o dalla destra per lo svettare di uno spiovente con finestra illuminata. Di rilievo proprio il gioco interno- esterno realizzato dall’ideatore del presepe: un uscio che conduce all’esterno e immette in un interno, che in realtà agli occhi dell’osservatore è anche un esterno.

Tra sonno e veglia

31911056212_af5fe3e247_qCome mi raspettavo, il 2 gennaio ha esordito con il silenzio. Stamani sono uscito prestissimo e le vie del mio centro erano deserte. Nessuna figura umana, nessuna automobile, saracinesche di tutti i negozi serrate, tranne quelle dei market, panifici ed edicole, un’aria sonnolenta, che non ha risparmiato l’impiegata dell’agenzia di assicurazione, dove sono andato a pagare per conto terzi la quietanza semestrale. L’operatrice aveva ancora i capelli rabbuffati dal sonno e gli occhi gonfi, come se si fosse appena svegliata, e ha liquidato la pratica con lentezza estenuante; ne ho approfittato per estorcerle due bei calendari classici con sfondo bianco, feriali neri e festivi rossi, dove si può annotare a penna qualche appuntamento.

Nel pomeriggio, in città, altro che silenzio! Il traffico era pressoché scorrevole, ma in alcuni snodi un po’ di ingorgo si è creato. La vita in città è ripresa alacre e l’avvio dei saldi l’ha resa ancora più movimentata. Non ho dedicato, però, il tempo agli acquisti, ma all’amicizia; ho trascorso l’intero pomeriggio a casa di un mio compagno di liceo e di università, sorseggiando caffè, fumando qualche sigaretta e chiacchierando piacevolmente sulle nostre vite e il nostro lavoro, ossia la scuola. Non ci incontravamo da sette mesi circa. Ci siamo raccontati, perciò, un bel po’ di vita nella più naturale autenticità.

A sera sono tornato a casa, stanco come se avessi spiegato cinque ore di fila, ma soddisfatto.

Pecore, fiori e angeli

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Il mio angelo preferito in cartapesta

Non sembra vero, ma sono riuscito ad allestire uno dei miei tre presepi, che in realtà è solo una parte di uno di essi, sia per mancanza di spazio, o meglio lo spazio c’è, ma avrei dovuto rivoluzionare mezza casa, sia perché gli unici esseri umani sono Maria, Gesù e Giuseppe. Occupano, invece, un certo spazio pecore, fiori e soprattutto un esercito di angeli. Così l’ispirazione momentanea, questo il risultato, che mi è costato fare le ore piccole.

Auguri a tutti!

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Acrobatico

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Nel blu di un cielo finto

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Il bouquet natalizio

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La qualità delle foto è pessima, ma non ho avuto il tempo di tirare fuori la macchina fotografica.

 

 

Praesepe

Anche la Crusca è caduta nella rete della semplificazione. Da ieri sui social e alcuni quotidiani spopola un video, nel quale un’accademica spiega, in pochi minuti, che sono entrambe ammesse le forme “presepe” e presepio”, la prima dotta, la seconda popolareggiante. Nulla da dire. Ma almeno ricostruirne l’origine etimologica?

Praesepe, is, neutro., 1 recinto per il bestiame, stalla, scuderia, Verg.; 2 mangiatoia, greppia., casa, dimora, mensa., 4 alveare., 5 luoghi di malaffare.

Intanto ecco un presepe fotografato ieri in un ospedale!

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