“Sepolcri” ’18

Il consueto tour tra le chiese(vuote durante le celebrazioni, strapiene di sera)di Palermo alla ricerca di sepolcri...

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San Nicolò all’Albergheria
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San Cataldo
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Santa Maria dell’Ammiraglio
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San Cataldo
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Chiesa del Gesù

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Incoronazione di spine

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Un angelo
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Assunta
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Chiesa di Maria SS. del Lume; scenograficamente fa effetto, ma i fiori sono finti. Orrore!

Tenebre e luce

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Il viola del lutto ricopre già parte della mia parrocchia; tutte le statue dei santi, avvolte da teli violacei, sono irriconoscibili, sembrano mummie. È cominciata la settimana del mistero pasquale: dagli inferi alla luce. E fa sempre un certo effetto quest’inferno che si fa terra, e forse lo è, e l’attesa della luce. Una metafora di quello che viviamo quotidianamente. 

Cene, altari e tavolate

Domani si festeggerà San Giuseppe e già da circa una settimana sono state allestite le “Tavolate di San Giuseppe”, che assumono vari nomi in base alla località, in cui  è radicata questa tradizione: cene, altari, tavolate, tavoli. Sulle mense, spesso aperte al pubblico, si trovano cibi poveri, quasi tutti a base di verdure locali e formaggi. Niente carne, per ovvie ragioni quaresimali. Nel palermitano si usa gustare la pasta con sarde, finocchi e uva passa e, come dolce, la sfincia, una frittella morbida ripiena di ricotta e di canditiUltimamente c’è qualche pasticcere, che si è inventato la sfincia con la panna. Un orrore. Nel mio centro si segue la moda della cucina palermitana, quindi per gustare le verdure cucinate e condite in mille modi è necessario spostarsi nell’entroterra. Stasera, invece, assisteremo alla tradizionale “Vampa”, un grandissimo falò di ramoscelli di ulivo. Quest’anno, però, rigorosamente transennata, dopo il tentativo, lo scorso anno, di un malato di mente di suicidarsi, gettandosi tra le fiamme.

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Sculture di pane ornano l’altare
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Altare di San Giuseppe
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San Giuseppe dormiente
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Arco di pane

Isaia e dintorni

Oggi ritiro spirituale in vista del Natale. Meditazione su Isaia. I miei occhi monelli, come al solito, ogni tanto hanno cercato qualche distrazione fotografica. Grande assente MariaNeve. Tutti a chiedere di lei. Neanche fosse una star, o forse lo è ed io non lo so.

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Il dolce San Martino

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Ricevo e pubblico la foto del dolce di San Martino, che l’amica Ornella mi ha gentilmente inviato. Lo ha realizzato una sua familiare. Non conoscevo questa tradizione davvero speciale.

In rete si legge che in Veneto è una tradizione diffusa: “La tradizione risale a moltissimi anni fa e inizia con la fondazione della chiesa dedicata a San Martino nel 1540. La festa prevede che, l’11 novembre, i bambini girino per le calli di Venezia a fare un gran baccano “battendo sanmartin” ovvero dandoci dentro con pentole e campanacci. Il tutto agghindati da corone di carta variopinta in testa. A tavola, invece, la festa si anima grazie al biscotto di frolla con la forma del santo a cavallo a brandire una spada, ritraendo il celebre “episodio del mantello”.