Rosalia bambina

Il tema della fanciullezza della Santuzza ha avuto anche un risvolto sociale: il dovere morale di tutelare l’infanzia, ma anche le persone che cercano rifugio nel nostro Paese. Si comprende chiaramente come quest’ultima interpretazione costituisca una vera e propria forzatura politica. A prescindere dalla condivisione di ciò, si può comunque apprezzare il valore artistico e culturale dell’iniziativa. Posto qui alcune foto fornitemi dai miei amici. Da anni non partecipo al Festino, non tollerando la calca della folla e la temperatura afosa di luglio, ma alle foto non rinuncio.

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“Sepolcri” ’18

Il consueto tour tra le chiese(vuote durante le celebrazioni, strapiene di sera)di Palermo alla ricerca di sepolcri...

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San Nicolò all’Albergheria

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San Cataldo

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Santa Maria dell’Ammiraglio

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San Cataldo

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Chiesa del Gesù

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Incoronazione di spine

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Un angelo

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Assunta

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Chiesa di Maria SS. del Lume; scenograficamente fa effetto, ma i fiori sono finti. Orrore!

Tenebre e luce

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Il viola del lutto ricopre già parte della mia parrocchia; tutte le statue dei santi, avvolte da teli violacei, sono irriconoscibili, sembrano mummie. È cominciata la settimana del mistero pasquale: dagli inferi alla luce. E fa sempre un certo effetto quest’inferno che si fa terra, e forse lo è, e l’attesa della luce. Una metafora di quello che viviamo quotidianamente. 

Cene, altari e tavolate

Domani si festeggerà San Giuseppe e già da circa una settimana sono state allestite le “Tavolate di San Giuseppe”, che assumono vari nomi in base alla località, in cui  è radicata questa tradizione: cene, altari, tavolate, tavoli. Sulle mense, spesso aperte al pubblico, si trovano cibi poveri, quasi tutti a base di verdure locali e formaggi. Niente carne, per ovvie ragioni quaresimali. Nel palermitano si usa gustare la pasta con sarde, finocchi e uva passa e, come dolce, la sfincia, una frittella morbida ripiena di ricotta e di canditiUltimamente c’è qualche pasticcere, che si è inventato la sfincia con la panna. Un orrore. Nel mio centro si segue la moda della cucina palermitana, quindi per gustare le verdure cucinate e condite in mille modi è necessario spostarsi nell’entroterra. Stasera, invece, assisteremo alla tradizionale “Vampa”, un grandissimo falò di ramoscelli di ulivo. Quest’anno, però, rigorosamente transennata, dopo il tentativo, lo scorso anno, di un malato di mente di suicidarsi, gettandosi tra le fiamme.

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Sculture di pane ornano l’altare

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Altare di San Giuseppe

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San Giuseppe dormiente

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Arco di pane

Isaia e dintorni

Oggi ritiro spirituale in vista del Natale. Meditazione su Isaia. I miei occhi monelli, come al solito, ogni tanto hanno cercato qualche distrazione fotografica. Grande assente MariaNeve. Tutti a chiedere di lei. Neanche fosse una star, o forse lo è ed io non lo so.

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