Aria dolcina

Dopo la frittura delle arancine la cucina non ha avuto tregua, perché si è trovato il tempo di preparare i buccellati tipici del mio selvaggio paesello. Nella foto la madia con una montagnetta di farina e una fioccata di buccia d’arancia grattugiata; poi è stato aggiunto lo zucchero, lo strutto, due uova e il latte. Infine la vanillina, l’ammoniaca per dolci e il lievito.

I panetti levigati pronti per la spianatura, fase delicatissima.


Benedetto sia questo elettrodomestico! Un mattarello elettrico insomma. Serve per spianare la sfoglia di pasta frolla in modo uniforme.

Eccoli appena sfornati! Tutta la casa si riempie di aria dolcina, che per me equivale all’incarnazione sensoriale del Natale.

Santa Lucia 2020

Le arancine, come da tradizione palermitana, con carne macinata e piselli. Il covid non ferma gli intrepidi della cucina, anzi li fortifica per spirito di resistenza.

E quelle con burro, provoletta dolce e prosciutto cotto a dadini.

Qui cotte e dorate.

Un’immaginetta vintage di Santa Lucia.
La cuccia…o grano bollito con crema di ricotta e canditi, ma questa è opera di una vicina di casa.

La notte…dalla scatola

Come dicevo nel post precedente, la tentazione sarebbe di buttare tutto all’aria, ma si molla forse quando si esala l’ultimo respiro; poiché non è il momento, almeno così pare, ci si industria per rendere ancora più intimo questo Natale, sebbene per me sia sempre stato così. Quest’anno, grazie alla carcerazione covidiana, pur tempestato da messaggi, mail, esercizi e compiti da parte dei miei alunni, sto tentando di rispettare i tempi tradizionali, quindi se tutto filerà liscio entro giorno 8 dicembre dovrei riuscire a completare il presepio. Intanto nel tardo pomeriggio ho tirato fuori dalla scatola la notte con le stelle, l’ho stirata per benino e sistemata a mo’ di sfondo. Anche la base, che ho foderato con un panno verde, è pronta. Ma altre prove mi attendono; non ricordo, infatti, quali statuine siano adatte alla capanna. Si vedrà domani, intanto mi godo la notte con le stelle, illuminata dai bagliori tenui della luce violetta.

‘Na tazzulella ‘e cafè

-Correggiamo le frasi insieme!

-Lucio, analizza la prima!

-Scusi, professore! Non posso, ho appena preso una tazza di caffè, ma ancora non mi sono del tutto svegliato.

Seguono saette e tuoni umani. 😡🤬😡🤬😡🔥☔️⚡️⛈

Ma la risposta non fa una piega sotto il profilo argomentativo. 😃

Felix tra fiori

Qualche giorno fa la mia amica Ornella, sapendo quanto io ami le immagini, mi ha mandato questo bel gatto nero in mezzo ad altrettanti bei fiori fucsia e rossi.

E che capita stasera dal fioraio? Non appena lui ha aperto la porta del magazzino, dove deposita la maggior parte dei fiori, un gatto nero si è intrufolato dentro a velocità supersonica, fermandosi ad osservare tutti i nostri movimenti. Ero alquanto stupito, soprattutto perché non mostrava alcun segno di diffidenza. Poi però ho capito: quando il fioraio ha accorciato gli steli dei fiori per confezionarmeli, il gatto si è precipitato su quelli tranciati e cascati a terra nella speranza che fossero cibo. Aveva fame; per un attimo ho creduto che stesse per mangiarli. Ho allora cercato di intenerire il cuore del fioraio, ma stentoreo mi ha risposto che il gatto aveva già ricevuto la sua porzione quotidiana al mattino; è un gatto di strada mansueto -ha aggiunto- che vive della carità dei residenti e della sua benevolenza, infatti la sera trova ricovero nel magazzino. Dopo la morte della storica gatta(a cui molto tempo fa ho dedicato un post), che per tanti anni ha albergato nel sottoscala del magazzino, dove ha partorito tanti cuccioli, ora il reuccio lucido pelo è lui.

La prossima volta -giuro- gli porterò una scatoletta.