La chat uozzap tra docenti

Disperato per la massa dei messaggi, anche inutili, l’ho pensato e fatto, ossia abbandonare il gruppo whatsapp dei docenti della mia scuola, ma poi, obtorto collo, ho chiesto di essere inserito nuovamente, quasi mi sentissi un pesce senz’acqua; la chat scolastica è uno strumento utilissimo, che permette in tempo reale di accedere ai contenuti delle circolari senza che ci si colleghi al sito ufficiale e, talvolta, di essere informati dell’integrazione delle stesse, nel caso in cui si verifichino errori madornali o peccatucci veniali, che mai comunque dovrebbero figurare in una comunicazione ufficiale. E poi vengono diffuse quelle notizie diciamo “accessorie”, che non poco agevolano il sempre più intricato mondo della scuola.

Oltre alle circolari, nella chat passano informazioni che riguardano quasi tutta la vita della scuola e nella fase della Dad è stato vitale comunicare con i colleghi in tempo reale e in modo immediato per mezzo dei vari gruppi creati ad hoc per i vari consigli di classe. Anche se per necessità, le chat si sono moltiplicate e inevitabilmente anche gli svantaggi, che sono tanti.

Tra questi, in primis, la “reperibilità” 24/24h, che si può arginare attivando la modalità silenziosa della chat e ignorando la serie di messaggi, che raggiungono cifre di rilievo. Poi abbondano gli interventi fuori contesto, cioè non attinenti al funzionamento della scuola e alla comunicazione tra i membri della community; se sono tollerabili le richieste di aiuto per chiarimenti sulla comprensione dei testi delle circolari e dei decreti, inaccettabili sono i topic di carattere personale(vendita e regalie di oggetti, petizioni di varia natura, auguri di buon onomastico, congratulazioni per nascite di figli/nipoti, esternazioni che esplicitano l’orientamento politico o religioso, foto di vacanze, offerte di uccellini, gatti, cani, serpenti, coccodrilli in cerca di genitori adottivi, pubblicità ipocritamente occultata, etc…). Purtroppo nessuno ha il coraggio di ricordare quale sia la finalità del gruppo: gli amministratori fingono di non leggere, gli altri per quieto vivere stanno zitti, perché la regola d’oro che vige granitica è non dispiacere chicchessia e uniformarsi alla massa e al socialmente corretto. Abbastanza raro che X ammonisca Z e, se lo fa, la ragione che lo muove è di natura polemica o narcisistica. E qui si tocca un altro tasto: le tipologie dei comunicanti.

Variegata è la gamma, indipendentemente dal genere: il fantasma-osservatore accidioso, il benefattore dell’umanità(nella fattispecie chi, sempre e in ogni caso, si sfegata per il bene degli alunni, mentre in realtà coltiva il proprio orto), il politico, l’utilitarista, l’animalista, il gretino, il pio-religioso, il sessantottino-disfattista, l’ironico(chi usa l’ironia per offendere elegantemente l’interlocutore), il grande Accusatore, il pluri-doctus scienza-infuso, il polemista di professione, l’anti-ministeriale per vocazione, il don-milanista, il burocrate, l’assenziente-prono al potere dal cervello azzerato, insomma si potrebbe continuare all’infinito, perché, diciamocelo con tutta franchezza, in chat si riproduce ciò che di fatto siamo o come vogliamo apparire agli occhi degli altri, pertanto le espressioni varie dell’umanità emergono tutte. Probabilmente anche a me nel gruppo è stato affibbiato uno stigma, sebbene non manchi qualche attestazione, diretta e indiretta#, di stima da parte di qualche collega per qualche mia esternazione; di fatto, ciò che conta è sapere che questa chat ha una finalità strumentale, pertanto è sufficiente seguire poche indicazioni per convivere con gli altri: leggere sempre e commentare di rado, informarsi sull’argomento e linkare le fonti prima di scrivere idiozie, cassare tutto ciò che è biografico(comprese le proprie gesta titaniche di docente eccezionale che come te non c’è nessuno)e, infine, usare cortesia attraverso quelle forme linguistiche, che avremmo dovuto apprendere già tanto tempo fa.

Tutto ciò facile non è.

#nel senso che ricevi un messaggio privato

Orch’idee

Chiariamo subito: non ho scattato io queste foto, ma un appassionato, come me, di flora spontanea siciliana, infatti si tratta di orchidee autoctone, che personalmente non ho mai avuto il c… di vedere e immortalare. L’elemento straordinario è dato dalla varietà dei colori di questi fiori disseminati nel medesimo campo: è una fantasmagoria spaziante dal bianco al beige, dal rosa al fucsia. Ho preferito postare le orchidee anziché esprimere le mie idee da orco isolato imbalsamato davanti allo schermo della Dad. Nonostante la daddità il lavoro scolastico di fine anno non è cambiato: relazioni e programmi scolastici han fatto da giorni capolino. Ho impiegato ben due pomeriggi per stilare quelli dei maturandi, la cui stanchezza è palpabile anche per vie virtuali. Domani sarà il grande giorno: ultima spiegazione con poesie all’insegna di emozioni e pensieri. È sempre stata una mia consuetudine lasciare ai ragazzi un messaggio finale in poesia, una sorta di consegna spirituale del mio mondo letterario. Cinque anni fa è toccato al Montale del Piccolo testamento, quest’anno al Pasolini degli affetti privati. Sarà la daddità o il Covid, ma questa conclusione fa rimare cuore con amore.

Pasquale…virtuale

Quest’anno niente giro tra le chiese per visitare i cosiddetti “sepolcri”, eppure qualcuno ha avuto la bella idea di costruire a casa un Diorama, che ritrae i principali momenti della passione di Cristo, e di pubblicarne le scene in rete. Mi è piaciuto e posto qui le foto.

La video-lezione

Dunque… Ho impiegato ben tre ore per avviare con successo la procedura di attivazione delle aule virtuali ufficiali della mia scuola, esperita dal collega super-esperto. A onor del vero, è stata la mia imperizia a tenermi incollato ore davanti al monitor, sebbene le sue indicazioni fossero chiarissime. Indicazioni verbali e iconiche per giunta. E tuttavia, onde evitare errori, ho cominciato ab imis fundamentis, dalla resurrezione di un mio account immerso nelle acque del mare informatico alla messa in opera di una video-lezione. A mettersi di traverso ha contribuito pure il mio antivirus, che si ostinava a bloccare la webcam. Nel frattempo il pc decide che è tempo di aggiornamenti e per errore do l’ok al riavvio, quindi altra perdita di tempo. Dopo tanta fatica pugnace la vittoria: mi sono collegato con i maturandi per provare la video-lezione ed è andata benissimo. Certo eravamo tutti abbastanza straniti, quasi marziani, ma siamo riusciti a comunicare agevolmente. Da domani non più prove, ma si farà sul serio. Si comincerà giovedì con Quintiliano e la lettura di un primo brano della sua opera pedagogica, ma domattina per un’altra classe Petrarca sfrigola già sulla padella didattica.

Incrocio le dita.

L’aula non c’è

Non si può non condividere. Una nuga domenicale simpatica e sdrammatizzante. Complimenti all’autore Sergio Fusaro!