I fantasmi dell’aula

E oggi va già meglio. Dopo la strigliata, corsa per via telematica, i virgulti si sono quasi tutti iscritti anche a un sito gratuito di insegnamento telematico, dinamico e interattivo, e mi hanno inviato via mail gli esercizi svolti. Ma hanno commesso un errore grossolano, cioè li hanno svolti sul quaderno e, dopo averli fotografati, me li hanno inviati. Quindi li ho rispediti ai mittenti, chiedendo loro perentoriamente di scriverli in word. Come avrei potuto correggerli in versione foto? Sarebbe stato un pasticcio eventualmente. Così il pomeriggio è stato scandito da tanti vari bip bip, che mi annunciavano notifiche di iscrizione alla piattaforma e ricezione di esercizi svolti. Domattina mi toccherà correggerli e notificare l’avvenuta revisione, ammesso che siano stati gli studenti a svolgerli; in ogni caso il problema è irrilevante, sia perché non esprimerò un voto, ma una valutazione in ottica migliorativa, sia perché mi basta una virgola messa male o una parola per capire se ciò che han scritto è farina del loro sacco. Da lunedì, invece, interagiremo tramite gli strumenti dell’aula-fantasma. Mi vorrei avventurare nella prosecuzione delle unità programmate, chiaramente cum grano salis. O in lezioni di recupero individualizzato. Ma per me è la prima volta, come per gli studenti, pertanto ogni previsione resta un rebus da decifrare passo dopo passo.

Sacche emo-didattiche

Essendo il tipico insegnante babbeo, che segue le prescrizioni ministeriali, mi sono immediatamente messo in gioco per sopperire con sacche di sangue didattico all’anemia didattica coronata. Non solo sto sfruttando la piattaforma istituzionale Argo, ma ne sto tentando altre, molto più dinamiche, per non far mancare la linfa scolastica ai miei studenti, che ho ritenuto opportuno avvisare con mail dell’iniziativa. Finora il risultato è pressoché nullo; non parliamo poi dei virgulti, la cui vivacità sembra in stato di refrigerazione. Magari è ancora presto perché si possa ottenere una risposta, ma non vedo rosa stasera. Voglio illudermi che domani, invece, mi sommergeranno di richieste e chiarimenti. Una cosa è certa: l’aula virtuale può essere una risorsa utilissima per condividere materiali, video, esercitazioni, ma resta fredda. E a me fissare uno schermo senz’anima prossemica non solo non mi piace, ma mi tedia assai. Amo stare con i miei studenti, il loro esserci mi dà vita. Così voglio insegnare. Così voglio morire.