Avonlea

220px-Lucy_Maud_MontgomeryAvonlea è un'ipotetica e letteraria cittadina dell'Isola del Principe Edoardo(Canada), dove è ambientata molta della produzione della scrittrice canadese  Lucy Maud Montgomery, tra cui La strada per Avonlea e Anna dai capelli rossi.
L'ho scoperto soltanto oggi pomeriggio, dopo avere seguito l'ennesina puntata del telefilm omonimo, La strada per Avonlea, trasmesso da rai3 nel corso del GT ragazzi. A quanto pare, la serie televisiva, trasmessa in Canada, risale agli anni '90 ed è stato girato anche un film, che non ho mai visto.
Nella serie televisiva, davvero appassionante, si raccontano le vicende, private e pubbliche, di un gruppo di presbiteriani, tra cui la famiglia King. Ottima risulta la ricostruzione degli ambienti, dove si muovono i personaggi con le loro passioni, virtù, aspirazioni: da una parte i credenti bacchettoni, dall'altra chi, come i King, si impegna, concretamente nella fede e quotidianamente nel lavoro,  per trarre da un territorio ameno, ma non benevolo, il necessario per vivere e contribuire al bene di tutta la comunità. Valori quali la probità, la giustizia, la compassione, l'amore e l'amicizia trionfano, pur con tante difficoltà, sulle meschinità degli uomini e sui colpi del destino. Uno dei punti forti della serie è il ruolo assegnato alle donne che tra XIX e XX secolo muovono i primi passi sulla strada della parità di diritti con gli uomini,  ma, non conoscendo le opere letterarie della Montgomery, non sono in grado di stabilire se si tratti di una forzatura filmica o di una reale trasposizione dai romanzi della scrittrice canadese. Comunque sia, è un bel telefilm.
La 

14 thoughts on “Avonlea

  1. :-))) Anne Shirley è stata, ed è tuttora, uno dei miei alter ego preferiti, da quando scoprii il primo dei molti volumi della serie di Anne of Green Gables (da noi malamente tradotto appunto come Anna dai capelli rossi). Da lì di lei lessi praticamente tutto, con entusiasmo e avidità. In realtà The Road to Avonlea è solo il nome di un adattamento televisivo, che riunisce in sé la libera rielaborazione (molto vaga) dei primi due episodi della serie di Anne (Anne of Green Gables and Anne of Avonlea), epidosi di raccolte di racconti sparsi (Chronicles of Avonlea and Further Chronicles of Avonlea – cui ogni tanto si allude di sfuggita anche nei romanzi della serie di Anne) e, soprattutto, i due romanzi che parlano del personaggio principale anche del telefilm televisivo, la "Contastorie" (così nella traduzione italiana Mursia) Sarah King: cioè, rispettivamente, The Storygirl e soprattutto il primo in cui la famiglia King compare, The Golden Road (che, come sempre, si può trovare qui). 
    Concordo con te, Mel: è un ottimo telefilm, peraltro molto fedele a tematiche e humour cari alla Montgomery in tutta la sua ricchissima produzione!
    'povna (aka Anne Shirley)

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  2. :-))) Anne Shirley è stata, ed è tuttora, uno dei miei alter ego preferiti, da quando scoprii il primo dei molti volumi della serie di Anne of Green Gables (da noi malamente tradotto appunto come Anna dai capelli rossi). Da lì di lei lessi praticamente tutto, con entusiasmo e avidità. In realtà The Road to Avonlea è solo il nome di un adattamento televisivo, che riunisce in sé la libera rielaborazione (molto vaga) dei primi due episodi della serie di Anne (Anne of Green Gables and Anne of Avonlea), epidosi di raccolte di racconti sparsi (Chronicles of Avonlea and Further Chronicles of Avonlea – cui ogni tanto si allude di sfuggita anche nei romanzi della serie di Anne) e, soprattutto, i due romanzi che parlano del personaggio principale anche del telefilm televisivo, la "Contastorie" (così nella traduzione italiana Mursia) Sarah King: cioè, rispettivamente, The Storygirl e soprattutto il primo in cui la famiglia King compare, The Golden Road (che, come sempre, si può trovare qui). 
    Concordo con te, Mel: è un ottimo telefilm, peraltro molto fedele a tematiche e humour cari alla Montgomery in tutta la sua ricchissima produzione!
    'povna (aka Anne Shirley)

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  3. Grazie, ragazzi!

    Quante interessanti informazioni riguardanti uno dei miei (scarsi) appuntamenti televisivi. Nella prossima puntata in libreria o in biblioteca cercherò i libri suggeriti da Povna. Indovinate qual è il  personaggio della serie che preferisco ?

    Buon fine settimana a voi tutti, 

    Ornella 

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  4. Se leggi l'inglese, i libri della Montgomery si trovano tutti in open source sul sito del Project Gutenberg, qui. Altrimenti in italiano si trovano (ma non tutti ancora in commercio) pubblicati negli anni Ottanta e Novanta per la collana Corticelli della Mursia (e poi la serie di Anne parzialmente anche altrove, per esempio Delfini Bompiani e Rizzoli) "La via dorata" e i primi sei di Anne. Buona lettura!
    Quando al personaggio preferito, sarò banale, ma voto per Sarah King!

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  5. @Povna, ci avrei scommesso che saresti intervenuta; non so perché, ma ho pensato che fossi esperta della Montgomery.  Grazieeeeeeeeeeee!
    Dello stile? Che mi dici? (io leggo in italiano).

    @Ornella, quindi anche tu lo segui.  Il mio personaggio preferito è la zia Hetty, mi pare.

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  6. Grazie per le ulteriori informazioni , carissima Povna! Mi piacerebbe molto leggere la storia della famiglia King in inglese, mi darò da fare per procurarmela! 

    Quanto al mio personaggio preferito, vado con Melchisedec: la zia Hetty mi fa molto sorridere, e  mi ci riconosco parecchio, a parte i colletti di trina e i cappellini !!!

    Alla prossima,

    Ornella 

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  7. @Mel: eh eh eh, in effetti al momento di scegliere l'avatar, è stata una lunga lotta tra 'povna e Anne Shirley (che pure ha vinto in altre simili occasioni)… per me Anne è un'idea, un mondo, un alter ego. quando ho iniziato a insegnare, mi sono ispirata, e non poco, a lei! Sulla lingua: diciamo che è nella fascia medio-alta della scrittura per giovani. Nel senso che c'è molta attenzione a tenere (cosa peraltro tipica dell'inglese) una sintassi paratattica e ben seguibile. Però la ricchezza di lessico è alta e  – come spesso accade anche alla Alcott, Porter, Travers etc, le autrici giovanili di questo periodo (cosa ripresa ampiamente dalla Rowling, peraltro, che attinge alla tradizione dei romanzi di formazione in miniatura inglesi tanto quanto, ma anzi di più, che a quella del fantasy) – ricca di citazioni letterarie colte della grande tradizione della letteratura scolastica anglosassone (Tennyson, Carroll, etc: quei must che studi a scuola). L'autrice che ricorda di più è senza dubbio la Alcott di Piccole donne etc, ma con più citazioni di letteratura e meno di filosofia (Thoreau e simili). Quindi alla fine risulta molto meno moralistica (non tanto di Piccole donne, quanto delle opere 'minori' della stessa Alcott). Mi fermo, perché potrei andare avanti ore…! Grazie, davvero, per questo post! 😉

    @Ornella: aspetto il tuo parere, allora! Nel libro, oltre a Sarah King, io ero molto affezionata alla piccola Cecily e al narratore, Bev.

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  8. Seguo il telefilm, all'inizio senza tanta attenzione poi mi sono via via appassionata alle vicende di Avonlea. Molto belli i paesaggi, interessante la ricostruzione storica.
    Grazie a povna per i consigli bibliografici
    Mary

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