Postille e "appunti"…

chagallMi piace mettermi dalla parte degli allievi , perciò tenterò di leggere la formulazione delle consegne richieste dai temi della maturità di quest’anno, onde scorgervi insidie, che si rivelano sempre utili, e nodi problematici.
 
Promosso il canto XI del Paradiso per bellezza e contenuto. Domenico santo che parla di Francesco D’Assisi.  Inoltre quale stolto collega non lo propone ai propri alunni?
L’analisi ministeriale fornisce molte note al testo, quindi anche lo sprovveduto avrebbe potuto affrontarla, ma solo se è abituato a masticare la sintassi dantesca non sempre morbida.
Discutibile la domanda 2.2, in cui si chiede di commentare la frequenza dei nomi di luogo e dei termini geografici e climatici (relativi ad Assisi e all’Umbria) per rivelarne la plasticità e il realismo paesaggistico. Per rispondere l’alunno deve essere in grado di capire cosa si intenda per plasticità in ambito poetico; gli è più familiare quella artistica. Forse. Qui il ministero si riferisce alla visibilità fisica del paesaggio, quasi che il lettore, leggendo, vedesse i fiumi Topino e Chiascio, il Subasio, Nocera, Perugia, Gualdo Tadino. Ma la domanda nasconde un’insidia: il giovane deve aver acquisito in tre anni di studio la nozione di enciclopedismo dantesco e medievale, cioè non solo la tendenza a raccogliere entro un unico orizzonte di senso cristiano tutta la cultura, ma anche il gusto di fare mostra di detta cultura a fini esornativi e prettamente estetici. In assenza di tale nozione, la risposta risulterebbe incompleta.
Le rimanenti domande corrono lisce lisce, ma un appunto devo farlo.
Mancano domande specifiche sugli aspetti formali della poesia proposta( qualcosa sul ritmo e le esclamazioni), tuttavia assente l’asse retorico, sintattico, metrico.
 
La seconda traccia, ignorata da tv e radio, I luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria, al solito mescola testi appartenenti a diverse epoche con difficoltà cronologiche e culturali superabili, solo se l’alunno ha imparato nel quinquennio ad approcciare la letteratura sul versante tematico e non soltanto storico-letterario. Una mania che da circa dieci anni imperversa nella scuola italiana: si pretende che un tema X venga sviscerato attraverso le opere della letteratura col pericolo di spogliare di storicità i testi, forse per rendere più appetibile la pappina. Bisogna davvero conoscere per scrivere.
Il saggio propone stralci di testi alla portata di tutti(Chiare, fresche e dolci acque, Giulietta e Romeo, I Sepolcri, L’infinito, L’addio ai monti, una myrica di Pascoli, I Malavoglia) tranne quattro, L’isola di Arturo della Morante,Ragazzi di vita di Pasolini, La collina di E. L. Masters e Il violinista sul tetto di Chagall.
Che dire? Il rischio è che il saggio possa risultare sbilanciato, poiché alle copiose conoscenze relative ai primi testi segue una quasi totale ignoranza dei quattro evidenziati.
Una postillina… perché non chiedere ai giovani di parlare del proprio luogo dell’anima?
Mica ce l’hanno avuto solo i grandi scrittori!
Mi fermo.
Per oggi.

13 pensieri su “Postille e "appunti"…

  1. Ciao Mel,belli ma assai difficili come sono stati presentati,sono d’accordo con te per quanto riguarda il secondo,per fare un buon testo sul Paradiso,che a mio avviso è il più difficile,devi conoscere Dante molto bene.
    gohome lascia un sorriso.

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  2. Uh… Io leggendo questo post ho capito che non avrei le competenze per svolgere bene quei temi, anzi non ho neanche ben capito che cosa dovrei sapere. Non a caso all’epoca del mio esame di stato sbagliai proprio il tema, che brutto ricordo! Ciao 🙂

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  3. Mel, non ho avuto ancora l’occasione di leggere le tracce.
    Mi stavo chiedendo mia nipote ( l’ ho aiutata per la tesina, fors ericordi che lo scrissi) cosa avrà mai scelto..
    Confesso di trovare ostiche le tracce e non solo per i problemi che tu sollevi.
    Ho tenuto un Corso Pof in un ITIS e non mi figuro per nulla quegli alunni alle prese con Dante e dintorni!

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  4. Ti riporto dall’ANSA..
    Gli studenti romani si sono limitati a definirle “fattibili”, ma anche “inaspettate”. E chi se lo aspettava, difatti, Dante? La domanda è stata ricorrente nei licei milanesi, dove le tracce in generale hanno “spiazzato” i maturandi. Per quanto riguarda il sommo poeta, protagonista inatteso dell’esame di stato 2007, l’accoglienza non è stata delle migliori. Se a Palermo e a Perugia l’analisi del testo dell’XI canto del Paradiso è stata una delle tracce più gettonate (é stata anche la traccia scelta da Marco Fioroni, figlio del ministro della Pubblica Istruzione, candidato in un liceo scientifico di Viterbo), in tante altre città come Roma, Venezia e Napoli proprio non è stata digerita. Tanto che proprio nel capoluogo veneto e in Piemonte il padre della lingua italiana è stato ribattezzato come “la bestia nera” della maturità 2007.

    Al coro dei “dissidenti” si aggiungono anche alcuni studenti di Bari (“no, Dante proprio non si poteva fare”). Molto probabilmente, però, complici di questo clima di disapprovazione, sono stati anche alcuni rumors della vigilia, che davano quasi per certi, per l’analisi del testo, autori come Moravia, D’Annunzio, Pirandello, Foscolo, Svevo, Leopardi, Primo Levi, Pascoli e Carducci. Delusi dalle aspettative anche per quanto riguarda il tema di attualità (in molti si aspettavano bullismo e Dico, non villaggio globale), i maturandi si sono rifugiati nella tipologia B, che prevedeva la stesura di un saggio breve o articolo di giornale. E’ stata la traccia preferita in assoluto dagli studenti di Bari e delle Marche, mentre per quanto riguarda Bologna si parla addirittura di un vero e proprio plebiscito (solo negli istituti professionali ha vinto il tema di cultura generale). E domani seconda prova.

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  5. Ma il bello viene ora.
    Hai letto come si è espressa una delle massime Istitutizioni dantesche , Mel?
    La traccia tratta dal Paradiso di Dante, fornita per la prima prova dell’ esame di maturità iniziato nelle scuole italiane, contiene un errore laddove a san Tommaso d’ Aquino si attribuisce sia l’ elogio di San Francesco, sia quello di San Domenico. Lo ha fatto notare il presidente della Società Dantesca Italiana, Guglielmo Gorni che l’ ha definito di un “errore molto grave, credo dovuto a faciloneria” ed ha osservato che esso “tradisce Dante poiché ne mortifica il tentativo di riavvicinare nella sua opera gli ordini religiosi francescano e domenicano, all’ epoca in fortissimo contrasto fra loro, a partire dal tema della povertà, esaltando le figure dei loro padri fondatori”. L’ errore, ha spiegato Gorni, consiste nell’ aver attribuito al domenicano San Tommaso anche l’ elogio di San Domenico di Guzman, quando invece ciò avviene nel canto successivo (il XII) per opera del vescovo francescano Bonaventura di Bagnoregio.

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  6. Che dire, Mel? Errore a parte (ma il Ministero dice di no, che nella nota ha solo voluto fornire un’anticipazione per aiutare gli studenti), io fossi stato uno studente avrei fatto il tema su Dante, se ti hanno insegnato le competenze giuste con l’analisi del testo non sbagli mai, e poi perchè mai qualcuno insiste ancora sul fatto che Dante è obsoleto? Se c’è un autore attuale, è proprio il Dante della Commedia.

    L’altro tema che tu citi mi ha colpito molto, ma lo trovo pericoloso: con tutti i bellissimi testi citati, metti pure che lo studente li conosca, si rischia di fare una cosa banale e superficiale, oppure un commento ad ognuno di essi.

    In genere io non sono d’accordo, Mel, con il parlare di se stessi e della propria esperienza personale nei temi, rischia di venir fuori una roba da terza media.

    Vedrò in questio giorni come se la sono cavata i mei studenti.

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  7. Grazie, Marzia per le notizie.
    Dunque… ho riletto la consegna ministeriale e non c’è alcun errore. Ora spiego. Nei vv.28-42 San Tommaso parla di entrambi i santi…
    ” La provedenza, che governa il mondo con quel consiglio nel quale ogne aspetto creato è vinto pria che vada al fondo,

    però che andasse ver’ lo suo diletto
    la sposa di colui ch’ad alte grida
    disposò lei col sangue benedetto,

    in sé sicura e anche a lui più fida,
    due principi ordinò in suo favore,
    che quinci e quindi le fosser per guida.

    L’un fu tutto serafico in ardore;
    l’altro per sapïenza in terra fue
    di cherubica luce uno splendore.

    De l’un dirò, però che d’amendue
    si dice l’un pregiando, qual ch’om prende,
    perch’ ad un fine fur l’opere sue.

    La consegna dice ” Uno di questi, San Tommaso d’Aquino, gli descrive in particolare le figure di San Francesco D’Assisi… e san Domenico di Guzman. E’ possibile che il legislatore si rifaccia proprio ai vv.28-42 omessi nella traccia. Poi aggiunge…” La figura del primo viene presentata, nel discorso di San Tommaso, attraverso una distesa descrizione realistica…”.

    Certo impreciso ed equivoco.
    🙂

    @Gipsy, capiterebbe sicuramente di banalizzare, però talvolta escono “cosette” interessanti. Si poteva chiedere loro cosa si intenda per luogo dell’anima per esempio. 🙂

    @Flalia,Gohome, in verità dal mio punto di vista sono facilotte le tracce proposte. Dice bene Gohome… è il “come” a renderle astruse. In fondo ai ragazzi si richiede di mettere in campo capacità critiche di connessione e di giudizio e non conoscenze. Quindi accessibili e familiari i testi, il difficile è nelle consegne.
    🙂

    Sulla questione delle aspettative… che dire? Discorso inutile e banale… ormai i confini temporali della letteratura sono così estesi che mi pare stolto pensare di doversi aspettare Moravia o Pasolini. Argomento da carta stampata che a me non interessa.
    🙂

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  8. Mel…
    ancora devo vedere un caso in cui ai ragazzi venga chiesto di parlare di sè…a parte l’immancabile tema su ” descrivi la tua famiglia che vogliamo farci i ca@@i tuoi” delle elementari…
    …quando io con un guizzo di prematura arguzia descrissi mio padre, artigiano con un laboratorio di falegnameria e tre collaboratori, come IMPRENDITORE…chè falegname faceva troppo geppetto!

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  9. @Ai piccoli sì, Bouche, ma ai ragazzi grandi non si può in questi termini. A volte non è curiosità, ma volontà di capire ciò che succede in famiglia. Esistono pure i colleghi pettegoli. Questo no! 🙂

    Si scopre un ennesimo errore. Su Alchimie(tra i miei link) scoprirete che la geografia non è proprio il pezzo forte del Ministero.
    Subasio… Ingino.
    🙂

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  10. Non ho il tempo di leggere ma Subasio…terra miiiiaaaa!!!!

    Umbria mia cara patria….!

    Narni qual dorme in Santo Giovenale
    su l’arca il senatore Pietro Cesi,
    tal dormi tu su’ massi tuoi scoscesi
    intorno al tuo Palagio comunale
    D’Annunzio

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