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Nonostante abbia trascorso cinque giorni in viaggio d’istruzione, tuttavia non mi è mancata la compagnia dei libri.
Anzi, diro di più.
Ne ho comprati due e letto soltanto uno e un sedicesimo dell’altro.
Non so voi, ma per me è un vezzo scrivere sul libro ancora intonso la data e il luogo.
Cosa ho acquistato?
A Pesaro “Fai bei sogni”, il nuovo “romanzo” del simpaticissimo Massimo Gramellini, a Recanati “Il nulla e la poesia” di Emanuele Severino.
I due libri acquistati sono però lapalissianamente diversi, così come il loro uso.
Severino per lo studio, Gramellini per il piacere di leggere.

Il primo è un dialogo tra la poesia di Leopardi e la filosofia occidentale, di cui è analitico rapsodo Severino; finora ho studiato soltanto il primo capitolo, “Leopardi e i Greci”, ma ne mancano all’appello altri quindici da diluire con il contagocce. Di particolare rilievo il rinvenimento di Eschilo e di Eraclito nella “poesofia” del Recanatese.
La narrazione di Severino è prosa poetica, che afferra il lettore e lo trascina nel vortice del pensiero senza tempo.

Il secondo è un delicatissimo racconto autobiografico del dolce e ironico Gramellini, che ricostruisce gli eventi salienti della sua vita di uomo e di scrittore e della sua formazione umana a partire dalla morte della madre, avvenuta in circostanze enigmatiche, mentre il giornalista-scrittore era ancora bambino.
Si tratta di un racconto dal tono tenero e al contempo ironico, ma con un culmine abbastanza tragico per la scoperta delle “vere” ragioni della scomparsa della madre.
Non è certo rasserenante per la psiche e per la rete di relazioni affettivo-sociali di un essere umano credere, o fingere di credere, ipotizziamo per trentacinque anni, a una verità e poi di botto scoprirne un’altra e con tanto di prove e testimonianze.
Cambia ogni prospettiva, come ci si vede, come si vivono le relazioni con gli altri, l’idea che si ha del mondo e degli affetti più cari.
Il colpevole diventa vittima, la vittima colpevole, l’offeso il vituperatore.
Il libro, sotto il profilo dei topoi letterari, non affronta nulla di nuovo ed è intelligentemente distante dal dilemma tragico antico, però Gramellini ha il pregio della schiettezza, del guardare in faccia la realtà, di ricostruire il proprio vissuto per farne dono alla parte più candida e insieme atra dell’uomo, il crogiolo dei propri sentimenti.
Non si tratta di una ricerca filosofica solipsistica, votata alla pura contemplazione dell’esistere; invece è una indagine-ricerca leggera, simpatica, ironica, pur con qualche picco di malinconica meditazione sul senso dell’essere e dell’essere-relazione con sé e gli altri.
Pregio e difetto del libro è l’uso a tempesta dell’antitesi, pertanto è possibile trovare accostate a frasi poetiche, un po’ zuccherose, altre profondamente prosastiche e desublimanti, ma ciò credo sia frutto proprio del temperamento di Gramellini.
Chi lo legge o lo segue in tv non gliene può fare un torto.
Lo accetta così com’è.

“Molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere”
(Eric Hoffer)

10 pensieri su “1 + 1/16

  1. Sono molto incuriosita dal libro di Gramellini, anche se non al punto di comprarlo, per ora. Per questo mi piacerebbe sapere se la verità sulla morte della madre è quella che io ho ipotizzato ascoltandolo da Fazio (suicidio). Eventualmente, se non vuoi dare spoiler, anche in pvt.

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  2. sì, è un vezzo scrivere data e luogo. A distanza di tempo, mi racconta di momenti anche piccoli e ne riassocio il ricordo a qualche sensazione cercata nel libro.
    La frase con cui concludi ha un bel senso per l’inizio della mia giornata.
    Sui due libri non posso pronunciarmi. Attraverso un periodo di crisi di letttura. Leggo poco e male.
    E ammiro molto quanto e quando tu (e anche ‘povna) scrivete about.

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  3. Mio padre aveva la stessa abitudine: scriveva sempre data, luogo ed eventuale “autore” del regalo, altrimenti scriveva “io stesso”. Mi ha un po’ commosso, questa cosa (io sono molto più “rustico” di lui, ed un po’ me ne dispiaccio).

    Sul libro di Gramellini: scatta la mia diffidenza, mi sembra un po’ troppo pubblicizzato, quando ne parlarono da Fazio erano al confine con la “marchetta”, se mi passi l’espressione. Comunque mia moglie se l’è già fatto regalare: aspetto la sua lettura per saperne di più.

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  4. Interessante il libro su Leopardi, e poi anche acquistato durante una gita nelle sue terre… bella questa cosa!
    Gramellini invece mi è così antipatico, ma così antipatico, che… non so! Apprezzo proprio poco quello che dice e come lo dice, mi sembra troppo un “benpensante”, tutto bello conformista ed educatino, tutto sapientino, e quando ha presentato il suo libro da Fazio, cioè “in casa”, per me ha raggiunto il massimo; oltre al fatto che davvero non capisco perché mai così tante persone, solo perché “popolari”, si mettano a scrivere le loro cose autobiografiche, private e intime e che tali dovrebbero restare, come il vizio del gioco, la morte della madre o altre cose del genere. O sei uno scrittore e scrivi un bel romanzo (nel quale il tuo dolore personale può avere anche contribuito nel profondo a scrivere quello che scrivi, ma nel modo molto complesso e ricco e poco “automatico” che contraddistingue l’opera d’arte) oppure scrivi sul tuo diario e te lo tieni per te, come facciamo tutti noi, e non metti i tuoi fatti personali drammatici e tua madre in pasto alla gente solo perché tu hai bisogno di una catarsi pubblica. Sei un giornalista (o un deejay, o un cantante o un presentatore tv) e fai quello, invece adesso c’è la tendenza ad avere questa appendice autobiografica da esibire perché sì “Anch’io ho sofferto tanto, sapete”. Comunque mi fa piacere che tu abbia letto un bel libro, eh? Cioè non ce l’ho con te 😉

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  5. @LagattaGennara, infatti è per lo stesso motivo che li appunto.

    @Masso e Ilaria, io adoro l’ironia di Gramellini, quindi la scelta è stata dettata anche da ciò; si aggiunge la presentazione da Fazio, che mi ha condizionato in positivo.
    Sul discorso che fai tu, Ilaria, concordo pienamente. Scrivono tutti e anche a sproposito. 🙂

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  6. Ho smesso di seguire la trasmissione di Fazio proprio perché mi sembrava che oramai servisse a lanciare sul mercato dischi , film, spettacoli teatrali e libri dei vari ospiti. A ciò si aggiunge che quando un qualsiasi “evento culturale” viene magnificato esageratamente, in me scatta una istintiva ripulsa a seguire il consiglio.

    Nel caso di Gramellini si aggiunge la piena condivisione del giudizio di Ilaria sui personaggi che vogliono “dilettarci” con le loro autobiografie: l’unico decente che ricordo é Romain Gary, che comunque scriveva sotto pseudonimo e ne aveva avventure da raccontare …

    Approfitto di questo intervento per ringraziare Mel dei suggerimenti di lettura precedenti: Bennet e Cameron li ho veramente apprezzati, anche se la mia pigrizia sta diventando cronica e scrivere mi riesce sempre più faticoso !!!

    Più sopra si parla di scrivere in pvt: ma è possibile farlo anche su wordpress?

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