“Nebbia mattinal fumare”

Ho scelto appositamente quest’immagine, scattata ieri mattina presto, mentre ero immerso nella nebbia mattutina delle 6.30, perché è indicativa del periodo che sto vivendo a livello personale e professionale. Tante volte ho fatto cenno alle incombenze familiari legate ai miei “vecchi”, che accudisco con abnegazione e amore smisurato, e pertanto non starò qui a enumerarle per l’ennesima volta; la novità più rilevante riguarda, invece, il mio lavoro scolastico, che è diventato ancora più gravoso degli anni passati. Non mi riferisco ai miei studenti, che di giorno in giorno fanno progressi e soltanto raramente mi fanno spazientire, ma ad un incarico extra, che le alte sfere della scuola mi hanno offerto di svolgere, ossia organizzare la didattica di tutto il liceo, in cui insegno. Trascorro gran parte del pomeriggio davanti ad una piattaforma ministeriale lavorando alla carta d’identità della scuola, quella che viene definita offerta formativa. Un lavoraccio immane, che prevede un continuo raccordo con tutta la colleganza e con gli altri “missi dominici” della scuola. Soltanto un incosciente come me, dati gli impegni familiari, poteva candidarsi per l’espletamento di questo incarico, ma la scelta è stata dettata da un atto di amore nei confronti della mia professione; a scuola non ho mai amato parassitare, vivere di rendita, stare in ombra e defilato o fluttuare in quella sorta di beata ignoranza del “non so che pesci prendere”o del “chiedo al collega più informato” o, peggio ancora, subire passivamente scelte altrui non sempre ben ponderate. A me piace essere protagonista attivo del mio lavoro a tutti i livelli: educativo, didattico, normativo… E in più io…a scuola devo ancora rimanere per un bel po’ di anni. Quindi, faccia a faccia con me stesso, mi sono fatto quattro conti e mi sono imposto di rivalutare il mio lavoro a 360 gradi. Non so se riuscirò in questo intento assai pretenzioso, ma profonderò tutto l’impegno possibile. Da qui la mia latitanza rispetto alla cura del mio e degli altrui blog; confesso di averne sofferto a tal punto che nei giorni scorsi ho ipotizzato di scrivere un post di pausa o di addio al mondo “bloggaro”, ma poi ho letto i messaggi di Angela La Maratoneta e di Alidada, che ringrazio di cuore per il pensiero, e, avendone ricevuto conforto e motivazione, ho deciso di desistere dalla scelta di silenziarmi. Mi auguro di poter riprendere piacevolmente a postare, ma non tutto dipende dalla mia volontà. Purtroppo o per fortuna nella mia vita il dovere ha sempre prevalso sul volere. Sic est.

8 pensieri su ““Nebbia mattinal fumare”

  1. Sono tanto felice di leggere il tuo post. Hai accettato il nuovo incarico, cosciente dell’onere ma la passione e l’etica per la tua professione ti renderà il compito meno gravoso.
    Sinceramente i tuoi post mi sono mancati, e la decisione di non abbandonarci mi rallegra.
    I tuoi cari saranno orgogliosi per come sai gestirli e ti assicuro di capire quanto sia faticoso perché ci sono passata. Ti saluto caramente, t’ invio un abbraccio e ti sussurro …lottare sempre, arrendersi mai!

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  2. Passamene un po’ di senso del dovere, ché io l’ho perduto non si sa dove da troppo tempo, cedendo a una nebbia di strana fatica.
    Fai bene a resistere sul blog. Sono angoli di riflessione importanti, diversamente dai social tutti emoticon.
    Potresti subappaltare un po’ del tuo piano a Maria Sole? Secondo me ti mette tutto a posto in men che non si dica (-;

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  3. Ciao.
    Quest’anno Andrea fa la terza media e a breve dovrà scegliere dove andare l’anno prossimo…una scelta difficile e fondamentale.
    Io non so proprio come aiutarlo.
    Se ho ben capito, in questo nuovo incarico sei responsabile di come la scuola si presenta a dei potenziali nuovi iscritti, beh, una bella responsabiltà.
    Sarebbe bello poter fare degli open day in presenza, ma temo che non lo permetteranno.

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    • Incredibile! Quanto tempo è trascorso e perciò Andrea è un ometto. Scelta non facile…Sarebbe auspicabile che scegliesse lui il percorso scolastico, mentre per la scelta della scuola potreste pensare voi genitori.
      Per quanto mi riguarda io lavoro al documento identitario della scuola, un lavoraccio dietro le quinte, mentre i colleghi se la spassano agli open day rigorosamente on line.

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